lunedì 14 marzo 2016

Motherhood


 Motherhood trovo sia una parola molto bella che racchiude in sè le gioie ed i dolori del giovane Werther dell'essere madre.
La trovo più onnicomprensiva del corrispettivo italiano "maternità" che mi rimanda, più che altro, al congendo di maternità obbligatorio.
La tradurrei con mammitudine, piuttosto, e per spiegarla la riempirei di baci appiccicosi, di nasi che si strofinano anche se col moccio che tanto è roba tua, di manine paffute che cercano la mia bocca non so per quale incomprensibile meccanismo anti-stress e che mi costringono ad un certo punto a dire "Adesso basta! Mi fai male", vederle indietreggiare titubanti per qualche istante e poi ritrovarmele ancora esattamente dov'erano prima. 
La mammitudine inizia nel momento in cui capisci che non hai una gastroenterite e, da lì, ce l'hai per sempre.
Da quel momento in poi la tua vita cambia, non ci sei più solo tu, il tu ormai è diventato un noi indissolubile, imprescindibile, inossidabile, intoccabile ed inattaccabile. E' dura, è pesante, è preoccupante, è stancante ma ti ripaga sempre di tutte le fatiche: con un abbraccio, con un "mamma" detto al momento giusto, con il respiro che si fa più profondo quando si addormentano, con un bel voto a scuola, con una rincorsa fatta per saltarti in braccio e con tutto quell'amore che sai durerà per sempre.






martedì 9 giugno 2015

Ti aspetto là.



Vediamoci là, su quella barchetta che si confonde tra il cielo ed il mare, tra il dormiveglia e la più profonda delle fasi R.E.M..
Sediamoci, appoggiando le nostre schiene l'una contro l'altra, e guardando l'orizzonte lasciamo fluire le cose del mondo al ritmo lento dei nostri respiri.
Come in un sogno, la realtà ci sembrerà dominata da leggi improbabili ma ciò non avrà importanza perchè saremo insieme.

martedì 27 gennaio 2015

Credi nell'IMPOSSIBILE


Credi nell’impossibile perché prima o poi potrebbe diventare possibile.

Non permettere a nessuno, nemmeno a te stessa, di dirti che qualcosa che vuoi sia impossibile.

Ti basta pensarlo per renderlo possibile.

Ti basta volerlo per vederlo realizzato.

Ti basta agire per cominciare a costruirlo.



Sia esso un piccolo passo o una grande impresa, sia esso un sogno strampalato o un progetto importante che riesca a coinvolgere altre persone.

Non permettere che la paura costruisca attorno all’impossibilità il suo alibi, è il suo, non il tuo.

Demolisci le regole e le convenzioni e i “così fan tutti” che tanto sembrano comodi e confortevoli ed invece sono catene per ciò che di migliore arriverà.

Apriti, ascolta, osserva, tocca, scopri e scopriti per trovare nuove forme che meglio si adattano alla realtà che ti circonda.

Ama perché:


“Chiunque ami crede nell'impossibile.” Elizabeth Barrett Browning, Aurora Leigh, 1857

martedì 30 dicembre 2014

Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici

Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici chiedo meno rigidità - verso se stessa soprattutto - 
Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici auguro di concedersi il lusso di attimi solo per lei
Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici vieto di mentirsi che anagrammando il verbo si ottengono solo "stermini"
Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici concedo di distrarsi
Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici impongo di ascoltarsi
Alla "me" che sarà nel Duemilaquindici giuro che ci saranno evoluzioni




Buon inizio d'Anno, Marta.

Ti meriti petali di rose e brillantini a cascata sulla faccia che deve sempre rimanere alta.

giovedì 11 settembre 2014

The BEST is yet to come (ma, forse, anche no).



Frase da SMEMORANDA, frase che sta bene su una fotografia che vuol dire tutto e niente, frase che per disperazione uno può continuare a ripetersi.

Sentita e risentita. E se, invece, non fosse così?

Passiamo il tempo a fantasticare su quanto saranno belle le prossime vacanze che stiamo progettando con tanta cura;

Passiamo il tempo a pensare quanto sarà bello avere più tempo libero quando nostro figlio comincerà l’asilo;

Passiamo il tempo a pensare quanto sarà liberatorio andare questa sera a liberare un po’ di endorfine in palestra;

Abbiamo passato il tempo ad immaginare quanto sarà molto più “figo” andare all’università;

Abbiamo passato il tempo a sperare che gli esami finissero in fretta per dare ‘sta benedetta tesi, per incominciare a lavorare, per renderci indipendenti…e potrei continuare all’infinito…

E se invece il momento fosse solo “qui ed ora”?

E se tutto quel tempo impiegato nelle attese fosse tutto tempo sprecato?

Forse ogni momento che stavamo attraversando allora, anche se lo ritenevamo noioso oppure faticoso, valeva la pena di essere vissuto ed assaporato in un altro modo.

Sento che gli anni passano, sento che non posso più permettermi di sprecare il MIO tempo.

Oggi sono qui. Oggi mi è data la possibilità di fare. Qualcosa. Qualsiasi cosa.

La devo fare, ma, stando ben attenta a riporre tutta l’attenzione che ora merita.

Perché non tornerà MAI più e probabilmente non posso più dirmi: 

“Ma sì, in fondo ci saranno altre occasioni.”


martedì 15 aprile 2014

Il bello in ognuno di noi.

"...Però lei è brutta…”
“Non si dice che qualcuno è brutto - esteriormente -, ogni persona ha qualcosa di bello. Possono essere dei capelli fluenti, possono essere degli occhi profondi, può essere un bel nasino. Se guardi attentamente le persone riuscirai a scorgere in ognuno qualcosa di unico, di speciale. Dai, ora dimmi, cos’hai tu di bello?”


“Te, mamma.”
Ha sempre la capacità di lasciarmi senza parole!